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Eremo di Lecceto Sovicille

CHIESE E MONASTERI

Eremo di Lecceto

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RECAPITI E ORARI

Eremo di Lecceto
53100 Siena, Strada Lecceto, 4

Telefono 0577 349393

Sito web: http://www.agostinianeeremolecceto.it/


Biglietto da visita (vCard)


L'eremo di Lecceto è il più famoso eremo agostiniano fondato in terra di Siena. Fu costruito in mezzo a una lecceta, in un'area chiamata Ghirlanda situata a circa 1 km. da San Leonardo al Lago. Di questo eremo non si conosce il nome del fondatore, né l'anno di fondazione. Il documento più antico che in cui è citato, risale al 18 settembre1223. Sappiamo solo che quando vennero costruiti l'eremo e la chiesa, il complesso fu dedicato a SS. Salvatore e S.Maria Vergine.

Il priore Bandino Balzetti da Siena, nel 1227 fece acquistare dodici appezzamenti di terreno , uno dei quali successivamente sarà trasformato in azienda agricola. La chiesa fu consacrata il 16 aprile 1228. Fra il 1317 e il 1345 fu realizzato un ampliamento che portò alla costruzione di una nuova chiesa e di un nuovo convento. In quell'occasione fu costruito anche un chiostro interno ed un portico con dipinti attribuiti a Paolo di Maestro Neri.

L'unico elemento rimasto dell'eremo originario è la cisterna voluta da Bandino nel 1228. Molti frati di grande tempra spirituale erano soliti ritirarsi in contemplazione in questo convento e tanti furono i beati, anche se la chiesa non ne ha mai santificato nessuno. Fra questi, Chistoforo di Giovanni Landcucci che dal 1390 e per una settantina di anni vi dimorò in umiltà, sempliità, preghiera, riflessione, obbedienza. Fu anche un grande lavoratore tanto che la torre del convento fu ideata ed inagurata da lui. Il convento nei secoli diventò cosi famoso che alcuni aristocratici senesi vi vollero essere seppelliti. Molte furono le donazioni acquisite da Lecceto, fra queste Montalcinello, lascito di Francesco di Niccolò Bartalini Buonsignori. Alla fine del 1400 furono progettati nuovi lavori di ampliamento che continuarono fino a inizio XVI secolo.

Nel 1550 venne aggiunto un secondo dormitorio, sopra la sala capitolare all'estremità est del chiostro .Dieci anni più tardi all'estremità ovest del convento, venne iniziato un secondo chiostro finanziato in gran parte dal vescovo di Pienza, Girolamo Piccolomini. Durante l'assedio di Siena da parte dei fiorentini nel 1554, Lecceto fu invaso da un distaccamento di truppe nemiche, che saccheggiarono il luogo e cacciarono tutti.

Terminata la guerra tra Siena e Firenze, la chiesa subì profonde modifiche interne, sia per riparare i danni dovuti all'invasione, che per abbellimento. Lo stile seguito fu decisamente barocco. Nel secolo XVII , Ambrogio Landucci, eletto priore nel 1634, arricchì Lecceto di una biblioteca e di un archivio. Scrisse lui stesso due libri: la Sacra Ilicetana Sylva e la Sacra Leccetana Selva. Alcuni documenti testimoniano come Lecceto agli inizi del 1700 fosse ancora molto attivo e subisse ulteriori miglioramenti apportati alla chiesa e al monastero.

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